FISIOTERAPIA A BUFFET

Il titolo sembra lo slogan del nuovo centro medico di Bassano, il primo convenzionato dalla Regione Veneto nel territorio dell’Ulss 7 Pedemontana.

Sapete infatti che a Bassano è stato aperto un nuovo centro Medico Diagnostico/Riabilitativo e questa è, in apparenza, una buona notizia, per vari motivi. Si creeranno posti di lavoro e non pochi, tenendo conto dei lavori di ristrutturazione di un edificio dismesso (ex supermercato Lidl), dell’acquisto di attrezzature e macchinari diagnostici e di terapia fisica, dell’assunzione di medici, infermieri, fisioterapisti e personale amministrativo, ecc… Inoltre i pazienti del nostro territorio non dovranno più spostarsi presso altre strutture private fuori Bassano, potranno beneficiare di visite e trattamenti riabilitativi direttamente presso il centro medico convenzionato, evitando i tempi di attesa dell’ospedale, che in alcuni casi sono piuttosto lunghi.

Fin qui tutto sembra bello e utile, una nuova possibilità per migliorare l’offerta sanitaria del nostro territorio. In realtà non è tutto oro quel che luccica. Per capire come mai, è necessario fare qualche domanda diretta a chi, in Regione, ha preso questa decisione. La speranza è di ricevere delle risposte chiare. Dopotutto i Bassanesi (intesi come tutti gli abitanti del comprensorio Bassanese e afferenti all’Ulss 7 Pedemontana) dovranno poi sobbarcarsi la gestione economico/finanziaria di questa struttura attraverso le loro tasse: le prestazioni non sono gratis e la convenzione è a carico dei contribuenti.

Originariamente il centro doveva essere solo Medico/Diagnostico, e capiamo che un centro convenzionato del genere possa essere utile a Bassano. Non capiamo invece perché, solo in un secondo momento, si sia deciso di aprire anche alla Fisioterapia (privata convenzionata) cioè alle visite fisiatriche, i trattamenti riabilitativi e alle terapie fisiche (laser, ionoforesi, ultrasuoni…).

Premesso che a Bassano:

– Al momento della stipula della convenzione non c’era nessuna lista d’attesa per le prestazioni riabilitative.

– La struttura complessa di medicina fisica e riabilitativa dell’Ulss 3 in questi anni ha sempre dimostrato appropriatezza nelle prescrizioni cercando di erogare prestazioni riabilitative solo a chi ne aveva realmente bisogno, ottimizzando così le risorse economiche e di personale e responsabilizzando gli utenti.

– Questo è dimostrato da un dato molto chiaro: a differenza di Bassano in altre realtà venete dove sono presenti centri convenzionati c’è un numero di prescrizioni esageratamente superiore. Non può essere che a pochi chilometri di distanza tutti abbiano bisogno di fisioterapia e terapie fisiche e a Bassano invece stiano tutti bene.
Solo per farvi un’idea a Padova si erogano mediamente per ogni cittadino circa 4 prestazioni fisioterapiche all’anno, a Bassano (e anche a Santorso ancora prima che fossero unite nella stessa Ulss, n.d.r.) invece, fino ad ora, le prestazioni riabilitative erogate sono state 0,3/0,4 all’anno per abitante. Guarda caso né a Bassano, né a Schio non c’è mai stato un centro riabilitativo privato convenzionato.

Questi dati ci fanno pensare. Ecco dunque le domande che vorremmo rivolgere alla Regione:

– Recentemente sono stati assunti diversi Fisioterapisti in ospedale a Bassano perché sotto di organico e per sostituire alcuni pensionamenti. Era veramente necessario aumentare l’offerta riabilitativa attraverso il privato convenzionato?

– Il territorio bassanese ha sempre avuto Centri Riabilitativi privati, che soddisfacevano esigenze diverse rispetto egli utenti che si rivolgono alla struttura ospedaliera. Centri o studi privati eccellenti, che da molti anni avevano le caratteristiche per diventare centri convenzionati. Perché la Regione attraverso l’Ulss7 non ha pensato di valorizzare i centri privati già presenti al posto di convenzionarne uno che è stato creato da zero da un privato che gestisce altri Centri Medici esterni a Bassano?

– La nostra regione vuole veramente sostenere la sanità pubblica e semplificarne il funzionamento? Abbiamo saputo che alcuni pazienti che hanno fatto la visita fisiatrica nel centro privato convenzionato di Castelfranco (gestito dallo stesso gruppo di quello di Bassano) siano stati mandati a fare le terapie in quello di Bassano. Questo è strano, molto strano: noi avevamo capito che i pazienti non potessero fare la visita presso una Ulss e ricevere il trattamento riabilitativo presso un’altra Ulss. Due pesi e due misure?

Queste sono le domande che ci poniamo, anche perché utilizzare una parte di bilancio dell’Ulss Padovana per permettere la convenzione di un centro riabilitativo nel territorio di un’altra Ulss che, di fatto, non ne aveva bisogno ci sembra una cosa bizzarra, che richiede chiarimenti.

250 mila euro non sono pochi per la convenzione fino a fine 2017 (alcuni mesi di avvio) e permetteranno al centro privato in questione di erogare prestazioni con grande generosità, “a
buffet” come scrivevamo nel titolo. Infatti nei buffet solitamente non si mangia perché si ha realmente fame ma si mangia più del necessario (finché ce n’è) proprio perché il cibo viene
offerto in abbondanza.

L’ultima domanda allora viene spontanea: nel 2017 abbiamo utilizzato i soldi dell’Ulss Padovana (soldi di tutti…), nel 2018 invece chi metterà i soldi e quanti?

Questi soldi, al posto di sostenere il privato, non potrebbero essere destinati per l’assunzione di altro personale, strumentazioni, corsi e formazione per i dipendenti e per i medici, per migliorare l’offerta riabilitativa dell’Ospedale S. Bassiano?

Come Lista Civica siamo preoccupati perché le scelte del governo regionale non vengono spese informando i cittadini, e perché queste scelte non porteranno a un miglioramento della
sanità pubblica ma favoriranno il privato a spese dei cittadini. Non è questa l’autonomia che ci aspettiamo.

#difendiamolasanitapubblica

Bassano per Tutti diffonde volentieri questo comunicato della Rete Sostenibilità e Salute, da leggere con attenzione:

APPELLO DELLA RETE SOSTENIBILITÀ E SALUTE

I Fondi Sanitari “integrativi” e sostitutivi minacciano

la salute del Servizio Sanitario Nazionale

C’è accordo generale nell’auspicare un Servizio Sanitario Nazionale (SSN) efficiente, che riesca a garantire cure efficaci per tutti in tempi rapidi e medici interessati e attenti alla nostra salute.

Tuttavia i tagli alla spesa pubblica avviati negli ultimi decenni e aumentati a seguito della crisi economica stanno incidendo fortemente sulle scelte di politica sanitaria e sul finanziamento del SSN sottraendo risorse importanti per lo stato di salute sia del SSN che dei cittadini di cui dovrebbe tutelare il diritto alla salute.

Negli ultimi anni inoltre, sull’onda di un trend internazionale intensificatosi in seguito alla crisi, accanto al SSN si è assistito all’emergere di un “servizio sanitario privato” in grado di erogare servizi e prestazioni fruite da una crescente quota di cittadini “assicurati”, che oggi si stima arrivino a 14 milioni.

Questo “servizio sanitario privato” comprende un variegato settore non profit, costituito da fondi sanitari, casse mutue e società di mutuo soccorso, previdenze sanitarie garantite dai datori di lavoro; e il settore for profit delle assicurazioni sanitarie commerciali. La logica in apparenza è semplice: dove non arriva il SSN, in seguito ai tagli progressivi, si crede possa arrivare tale servizio privato, integrando eventuali mancanze del SSN, fornendo uno strumento per la sua sostenibilità e costituendo un nuovo “pilastro” nella tutela della salute dei cittadini.

Su questa scia, di fronte all’arretramento del SSN, le organizzazioni e i cittadini che ne hanno la possibilità assicurano se stessi e le proprie famiglie, senza essere consapevoli che questo “servizio sanitario privato” rappresenta una delle maggiori minacce attuali per il nostro Servizio Sanitario Nazionale.

Le casse dello Stato infatti finanziano (tramite incentivi, detrazioni fiscali e oneri deducibili) la crescita di questo “servizio sanitario privato” a scapito del buon funzionamento del SSN. Per cui non solo si sottraggono risorse preziose al principale pilastro a reale tutela della salute di tutti i cittadini, il SSN; ma le fasce di popolazione più avvantaggiate dal punto di vista socioeconomico e da quello di salute che accedono a questo nuovo “pilastro” sanitario, grazie ai privilegi fiscali scaricano parte dei costi su chi non può accedervi e non ne usufruisce, pur versando in condizioni di salute in media peggiori.

Inoltre, al contrario di quanto la legge istitutiva intendeva evitare, più che integrare l’offerta del SSN verso bisogni di salute dei cittadini, questo servizio sanitario privato tende a sostituirvisi erogando, duplicandole, prestazioni nella maggior parte dei casi già disponibili.

Ma i fondi sanitari, casse mutue, previdenze sanitarie garantite dai datori di lavoro e assicurazioni sanitarie commerciali peggiorano la sostenibilità del SSN anche per altri motivi.

Il primo riguarda l'(in)efficienza: gestire milioni di transazioni connesse a questo servizio sanitario privato è molto dispendioso per i professionisti sanitari e le amministrazioni pubbliche, che devono sacrificare parte delle proprie risorse, anche di tempo, per negoziare, stipulare e rinnovare i contratti, documentare le prestazioni eseguite, tenere conto dei diversi regolamenti, eseguire i controlli delle centinaia di fondi che costituiscono questo servizio sanitario privato.

Un’ulteriore e più subdola minaccia riguarda il modo con cui i cittadini si relazionano con la propria salute e con le prestazioni sanitarie. Tali servizi sanitari privati, per sopravvivere, hanno bisogno di vendere il maggior numero possibile di prestazioni. Per garantire la propria sopravvivenza e sviluppo, inducono i cittadini a consumare un numero di prestazioni che permetta loro di avere ricavi sufficienti. C’è però spesso molta differenza tra il numero di prestazioni di cui necessitano tali servizi sanitari privati per sopravvivere e svilupparsi e ciò di cui i cittadini hanno davvero bisogno per una buona salute. Questi servizi sanitari privati finiscono così per aumentare il bisogno dei cittadini di consumare prestazioni anche non necessarie per la salute (quando non dannose), ma fondamentali per il mantenimento degli utili. All’aumento dell’offerta di prestazioni anche non necessarie fa così seguito un aumento della domanda.

Questo “secondo pilastro” è caldeggiato con l’intento dichiarato di ridurre le spesa sanitaria pubblica. Ma si può invece osservare che i paesi dotati di “sistemi assicurativi” (anche non profit, di tipo mutualistico) molto sviluppati, pur non avendo affatto migliori esiti di salute, hanno sia la spesa sanitaria totale, sia quella pubblica in media maggiori rispetto ai paesi in cui la presenza di fondi sanitari e assicurazioni commerciali è tuttora inferiore, come accade nei paesi con un SSN. Per l’aumento di transazioni amministrative improduttive e l’induzione di consumi sanitari anche futili, dove è più forte la componente privata del Servizio Sanitario la spesa sanitaria totale è maggiore (sia in termini percentuali sul PIL che come spesa totale). Ma è maggiore anche la spesa sanitaria pubblica, in netto contrasto con l’obiettivo dichiarato di ridurla, ed è persino maggiore la spesa privata complessiva (se non si considera solo quella pagata in modo diretto dai cittadini, ma le si somma la spesa privata intermediata da fondi sanitari e assicurazioni).

Non si dimentichi, infine, che il SSN italiano è nato anche perché le mutue erano andate in fallimento e sono state liquidate.

In considerazione della minaccia rappresentata per il SSN da tale sanità sedicente “integrativa”, la Rete Sostenibilità e Salute chiede agli enti pubblici, ai sindacati, ai cittadini, ai partiti politici di invertire la rotta, prima che l’attuale politica finanziaria e sanitaria determini la completa insostenibilità per il SSN e che molti cittadini siano esposti a un eccesso di prestazioni inutili e persino iatrogene, mentre tanti altri si trovino nell’impossibilità di potersi curare.

Pur riconoscendo i benefici che potrebbero derivare da servizi sanitari privati che si limitassero a offrire, a chi è libero di associarsi, prestazioni di efficacia provata e solo integrative all’attuale offerta del SSN, la Rete Sostenibilità e Salute chiede che cessino i privilegi fiscali destinati ai fondi sanitari, che alcuni vorrebbero estendere anche alle assicurazioni.

Le risorse derivanti dalla cessazione di tali privilegi fiscali sarebbero meglio destinate al potenziamento degli aspetti lamentati dai cittadini come inefficienze del SSN, a partire dalla riduzione delle liste di attesa per le prestazioni di efficacia provata, e dall’erogazione di assistenza domiciliare e cure odontoiatriche.

Bologna, 28 Ottobre 2017

Rete Sostenibilità e Salute

Associazione Dedalo 97

Associazione Frantz Fanon

Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia

Associazione per la Decrescita

Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ONLUS-Ente Morale

Associazione Scientifica Andria

Centro Salute Internazionale-Università di Bologna

GDL Diritti Umani Psicologi del Piemonte

Federspecializzandi

Fondazione Allineare Sanità e Salute

Giù le Mani dai Bambini ONLUS

Italia che Cambia

Medicina Democratica ONLUS

Movimento per la Decrescita Felice

No Grazie Pago Io

Osservatorio e Metodi per la Salute, Università di Milano-Bicocca

People’s Health Movement

Psichiatria Democratica

Rete Arte e Medicina

Rete Mediterranea per l’Umanizzazione della Medicina

Segretariato Italiano Studenti in Medicina, SISM

Società Italiana Medicina Psicosomatica

Slow Food Italia

Slow Medicine

Vivere sostenibile

PRIMI FIRMATARI

– Prof. Ivan Cavicchi – Docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Tor Vergata di Roma

– Dr.ssa Nicoletta Dentico – direttrice di Health lnnovation in Practice (HIP)

– Aldo Gazzetti – Forum per il Diritto alla Salute Lombardia

– Prof. Elena Granaglia – Professore ordinario di Scienza delle Finanze (SECS/P03) presso la Facoltà/il Dipartimento di Giurisprudenza di Roma3

Fisioterapia a buffet

Il titolo sembra lo slogan del nuovo centro medico di Bassano, il primo convenzionato dalla Regione Veneto nel territorio dell’Ulss 7 Pedemontana.

Sapete infatti che a Bassano è stato aperto un nuovo centro Medico Diagnostico/Riabilitativo e questa è, in apparenza, una buona notizia, per vari motivi. Si creeranno posti di lavoro e non pochi, tenendo conto dei lavori di ristrutturazione di un edificio dismesso (ex supermercato Lidl), dell’acquisto di attrezzature e macchinari diagnostici e di terapia fisica, dell’assunzione di medici, infermieri, fisioterapisti e personale amministrativo, ecc… Inoltre i pazienti del nostro territorio non dovranno più spostarsi presso altre strutture private fuori Bassano, potranno beneficiare di visite e trattamenti riabilitativi direttamente presso il centro medico convenzionato, evitando i tempi di attesa dell’ospedale, che in alcuni casi sono piuttosto lunghi.

Fin qui tutto sembra bello e utile, una nuova possibilità per migliorare l’offerta sanitaria del nostro territorio. In realtà non è tutto oro quel che luccica. Per capire come mai, è necessario fare qualche domanda diretta a chi, in Regione, ha preso questa decisione. La speranza è di ricevere delle risposte chiare. Dopotutto i Bassanesi (intesi come tutti gli abitanti del comprensorio Bassanese e afferenti all’Ulss 7 Pedemontana) dovranno poi sobbarcarsi la gestione economico/finanziaria di questa struttura attraverso le loro tasse: le prestazioni non sono gratis e la convenzione è a carico dei contribuenti.

Originariamente il centro doveva essere solo Medico/Diagnostico, e capiamo che un centro convenzionato del genere possa essere utile a Bassano. Non capiamo invece perché, solo in un secondo momento, si sia deciso di aprire anche alla Fisioterapia (privata convenzionata) cioè alle visite fisiatriche, i trattamenti riabilitativi e alle terapie fisiche (laser, ionoforesi, ultrasuoni…).

Premesso che a Bassano:

– Al momento della stipula della convenzione non c’era nessuna lista d’attesa per le prestazioni riabilitative.

– La struttura complessa di medicina fisica e riabilitativa dell’Ulss 3 in questi anni ha sempre dimostrato appropriatezza nelle prescrizioni cercando di erogare prestazioni riabilitative solo a chi ne aveva realmente bisogno, ottimizzando così le risorse economiche e di personale e responsabilizzando gli utenti.

– Questo è dimostrato da un dato molto chiaro: a differenza di Bassano in altre realtà venete dove sono presenti centri convenzionati c’è un numero di prescrizioni esageratamente superiore. Non può essere che a pochi chilometri di distanza tutti abbiano bisogno di fisioterapia e terapie fisiche e a Bassano invece stiano tutti bene.
Solo per farvi un’idea a Padova si erogano mediamente per ogni cittadino circa 4 prestazioni fisioterapiche all’anno, a Bassano (e anche a Santorso ancora prima che fossero unite nella stessa Ulss, n.d.r.) invece, fino ad ora, le prestazioni riabilitative erogate sono state 0,3/0,4 all’anno per abitante. Guarda caso né a Bassano, né a Schio non c’è mai stato un centro riabilitativo privato convenzionato.

Questi dati ci fanno pensare. Ecco dunque le domande che vorremmo rivolgere alla Regione:

– Recentemente sono stati assunti diversi Fisioterapisti in ospedale a Bassano perché sotto di organico e per sostituire alcuni pensionamenti. Era veramente necessario aumentare l’offerta riabilitativa attraverso il privato convenzionato?

– Il territorio bassanese ha sempre avuto Centri Riabilitativi privati, che soddisfacevano esigenze diverse rispetto egli utenti che si rivolgono alla struttura ospedaliera. Centri o studi privati eccellenti, che da molti anni avevano le caratteristiche per diventare centri convenzionati. Perché la Regione attraverso l’Ulss7 non ha pensato di valorizzare i centri privati già presenti al posto di convenzionarne uno che è stato creato da zero da un privato che gestisce altri Centri Medici esterni a Bassano?

– La nostra regione vuole veramente sostenere la sanità pubblica e semplificarne il funzionamento? Abbiamo saputo che alcuni pazienti che hanno fatto la visita fisiatrica nel centro privato convenzionato di Castelfranco (gestito dallo stesso gruppo di quello di Bassano) siano stati mandati a fare le terapie in quello di Bassano. Questo è strano, molto strano: noi avevamo capito che i pazienti non potessero fare la visita presso una Ulss e ricevere il trattamento riabilitativo presso un’altra Ulss. Due pesi e due misure?

Queste sono le domande che ci poniamo, anche perché utilizzare una parte di bilancio dell’Ulss Padovana per permettere la convenzione di un centro riabilitativo nel territorio di un’altra Ulss che, di fatto, non ne aveva bisogno ci sembra una cosa bizzarra, che richiede chiarimenti.

250 mila euro non sono pochi per la convenzione fino a fine 2017 (alcuni mesi di avvio) e permetteranno al centro privato in questione di erogare prestazioni con grande generosità, “a
buffet” come scrivevamo nel titolo. Infatti nei buffet solitamente non si mangia perché si ha realmente fame ma si mangia più del necessario (finché ce n’è) proprio perché il cibo viene
offerto in abbondanza.

L’ultima domanda allora viene spontanea: nel 2017 abbiamo utilizzato i soldi dell’Ulss Padovana (soldi di tutti…), nel 2018 invece chi metterà i soldi e quanti?

Questi soldi, al posto di sostenere il privato, non potrebbero essere destinati per l’assunzione di altro personale, strumentazioni, corsi e formazione per i dipendenti e per i medici, per migliorare l’offerta riabilitativa dell’Ospedale S. Bassiano?

Come Lista Civica siamo preoccupati perché le scelte del governo regionale non vengono spese informando i cittadini, e perché queste scelte non porteranno a un miglioramento della
sanità pubblica ma favoriranno il privato a spese dei cittadini. Non è questa l’autonomia che ci aspettiamo.

PREVENIRE E CONTRASTARE LE MOLESTIE E LA VIOLENZA NEI LUOGHI DI LAVORO

Questa mattina in Sala Chilesotti del Museo Civico di Bassano del Grappa si è tenuto un interessante convegno dal titolo “Prevenire e contrastare le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro”.
La città di Bassano insieme a Vicenza, Schio e Valdagno è stata scelta per avviare un progetto di prevenzione e cura delle molestie nel mondo del lavoro.
La Consigliera di Parità di Vicenza, Chiara Ghisin ha comunicato il percorso formativo – informativo dell’accordo quadro sulle molestie e violenza nei luoghi di lavoro sottoscritto nel marzo del 2016 dalle parti sociali, economiche e sindacali vicentine. Si sono alternate relazioni di donne rappresentanti di varie realtà lavorative, sindacali e associative che hanno fatto emergere dati preoccupanti sulla parità di genere in ambito lavorativo insieme a episodi di molestia che rimangono nascosti per paura di perdere il posto e per vergogna.
Interventi molto significativi nell’intento di condividere strumenti e conoscenze per prevenire e contrastare molestie e violenza . Un convegno importante a pochi giorni dalla “Giornata contro la violenza sulle donne” del 25 Novembre.
La nostra consigliera Teresa Santini ha partecipato a questa importante mattinata.

#rispettoperledonne

PREVENIRE E CONTRASTARE LE MOLESTIE E LA VIOLENZA NEI LUOGHI DI LAVORO.

Questa mattina in Sala Chilesotti del Museo Civico di Bassano del Grappa si è tenuto un interessante convegno dal titolo “Prevenire e contrastare le molestie e la violenza nei luoghi di lavoro”.
La città di Bassano insieme a Vicenza, Schio e Valdagno è stata scelta per avviare un progetto di prevenzione e cura delle molestie nel mondo del lavoro.
La Consigliera di Parità di Vicenza, Chiara Ghisin ha comunicato il percorso formativo – informativo dell’accordo quadro sulle molestie e violenza nei luoghi di lavoro sottoscritto nel marzo del 2016 dalle parti sociali, economiche e sindacali vicentine. Si sono alternate relazioni di donne rappresentanti di varie realtà lavorative, sindacali e associative che hanno fatto emergere dati preoccupanti sulla parità di genere in ambito lavorativo insieme a episodi di molestia che rimangono nascosti per paura di perdere il posto e per vergogna.
Interventi molto significativi nell’intento di condividere strumenti e conoscenze per prevenire e contrastare molestie e violenza . Un convegno importante a pochi giorni dalla “Giornata contro la violenza sulle donne” del 25 Novembre.
La nostra consigliera Teresa Santini ha partecipato a questa importante mattinata.

Un po’ di ringraziamenti per la cena di BxT

Grazie di cuore a tutti i numerosi partecipanti alla cena!
La vostra allegra presenza è stata preziosa ed ha permesso di rendere la serata indimenticabile.
Il vostro entusiasmo ci ha dato tanta carica e motivazione!
Ringraziamo il sindaco Riccardo Poletto per la presenza, ringraziamo gli amici che hanno rappresentato il gruppo di maggioranza: Paola Bertoncello e Bruno Bernardi (cameriere d’eccellenza), ringraziamo il presidente di quartiere Angarano Gianni Castellan.
Grazie a Sonia per la cordiale accoglienza in Villa Angaran S. Giuseppe.
Grazie ai sostenitori, agli amici e a tutti i simpatizzanti della lista. Facce storiche e facce nuove.
Un particolare ringraziamento va a tutta la squadra che ha organizzato la cena in maniera eccellente, preparando squisitezze con ingredienti genuini e locali. Senza di loro che dal pomeriggio si sono messi al lavoro e senza tutti i camerieri volontari e quanti poi alla fine hanno sistemato e pulito tutto non sarebbe stato possibile organizzare un così bel momento partecipativo.
Barbara, Pio, Anna, Redento, Isa, Federica, Dario, Livio, Paola, Egidio, Saida, Evelyn, Elisa, Lucia, Sandra, Andrea, Toni, Silvia, Muy, Mariano e a tutti quelli che hanno messo a disposizione i numerosi premi della lotteria!

Vi salutiamo con una frase di una canzone di Luca Bassanese:
“Abbiamo tutti un sogno da inseguire
non lasciarlo andare
dentro quel sogno
c’è la tua parte migliore.
E’ la parte migliore di te
di cui il mondo ha bisogno” 😉

Alla prossima!!!!
Un caro saluto
Renzo, Teresa, Alessandro, Oscar

PARTENZA UFFICIALE PIEDIBUS DEL TERRITORIO

[facebook_video url =”https://www.facebook.com/bassanoxtutti/videos/2009042459341844/”]

Anno scolastico 2017-2018
Lunedì 9 ottobre 2017

Gli assessori dei comuni di Bassano assieme a insegnanti e genitori hanno incontrato i giornalisti presso la scuola primaria Canova (Santa croce) di Bassano. Poi partenza simbolica di tutti i Piedibus del territorio

Quest’anno la partenza simbolica dei Piedibus di Bassano del Grappa e degli altri Comuni del territorio, per promuovere questa importante e salutare iniziativa, è prevista per Lunedì 9 ottobre. Data in cui gli amministratori locali del bassanese accompagneranno i bambini di alcuni piedibus cittadini, per testimoniare con loro l’utilità di questa buona pratica: andare a scuola a piedi, in un gruppo in cui “autista” e “controllore” sono due o più adulti volontari, che “guidano” in sicurezza i bambini fino a scuola.
Questa decisione – come sottolineano l’Assessore alle politiche dell’Infanzia e delle Giovani generazioni Oscar Mazzocchin ed il consigliere delegato alla mobilità pedonale e ciclabile Renzo Masolo – è scaturita dopo il riuscito corso di formazione, promosso dal Comune di Bassano in collaborazione con la Rete Territoriale Scolastica Bassano-Asiago, dal titolo “Gli Stati Generali dei Pedibus – Green to School” tenutosi lo scorso 9 settembre 2017, presso la splendida Villa Cappello di Cartigliano, in cui amministratori locali, insegnanti e referenti genitori dei piedibus si sono confrontati sulle ricadute positive di questo servizio. Il piedibus infatti permette ai bambini di fare attività fisica spontanea e libera, al di fuori di quella strutturata pomeridiana, a cui si arriva di solito in auto, e che anche se fa bene al fisico, non è detto che sia socializzante come può esserlo un gruppo di bimbi eterogeneo di età, che camminano insieme e, intanto, chiacchierano, si confrontano e si prendono cura dei più piccoli, che a loro volta si sentono protetti da un loro pari; senza contare che gli insegnanti confermano che i ragazzini arrivano a scuola più svegli, più contenti, più responsabilizzati, più attivi a livello scolastico e meno agitati perché già hanno avuto modo di sfogarsi. Ma non finisce qui, altri benefici effetti dell’andare a scuola a piedi sono quelli, dimostrati, della riduzione del traffico veicolare intorno alle scuole e dei pericoli conseguenti che corrono i bambini stessi in prossimità degli edifici scolastici. Ma anche riduzione dell’inquinamento, a favore della salute di tutti, come più volte ribadito dagli esperti dell’Ulss n. 7, che, nell’ottica della promozione dell’attività fisica e della prevenzione, hanno relazionato, dati alla mano, sui problemi legati all’obesità, in crescita tra i giovanissimi, sull’incidentalità, sugli effetti degli inquinanti dell’aria sulla popolazione pediatrica e sulla salute ambientale, perchè, come indicato anche dalle linee guida dell’OMS, “l’aria pulita è considerata un requisito fondamentale per la salute umana ed il benessere”.
Per tutti questi motivi gli assessori all’istruzione del territorio, consci che l’acquisizione di autonomia e responsabilità da parte dei bambini può essere sperimentata anche con il piedibus, vogliono perseguire una progettazione unitaria tra Comuni su politiche di promozione della mobilità sostenibile, tra le quali il coordinamento dei piedibus, come previsto anche dal progetto territoriale “Green to Go” con il quale il Comune di Bassano, in qualità di ente capofila di tredici comuni, ha ottenuto un finanziamento per una serie di iniziative in favore della mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro.
Oggi quindi, tutti in marcia con i bambini dei piedibus, facendo una scelta pulita per l’ambiente e sana per le persone.

#greentogo #piedibus

Alessandro Rossi neoconsigliere. Comunicato stampa

Siamo lieti di presentare Alessandro Rossi, il nuovo consigliere comunale che prenderˆ il posto del dimissionario Mattia Bindella, e siamo lieti di spiegare come riorganizzeremo e rilanceremo il nuovo gruppo consigliare Bassano per Tutti.

Come abbiamo già spiegato, le dimissioni del capogruppo Bindella ci hanno sorpreso e nello stesso tempo amareggiato. Non le condividiamo nel merito e nel metodo per diversi motivi. I ruoli che ci vengono affidati non sono privilegi o regali, ma impegni che accettiamo di prendere in carico. Sono mezzi che possono rendere più efficace la nostra azione politica. Il rinunciare all’impegno senza averli sfruttati appieno è di fatto un’occasione perduta. Per quanto riguarda il metodo, malgrado le giustificate difficoltà personali che tutti i consiglieri comunali possono avere, dispiace che la scelta sia stata personale e non condivisa e discussa con attenzione e partecipazione con tutta la lista e con il gruppo consigliare. Non vogliamo comunque fare un processo a Mattia Bindella, saremo sempre disponibili per ogni chiarimento ora ed in futuro, come lo siamo stati in questi 3 anni passati assieme.

Ringraziamo anticipatamente Alessandro Rossi per la grande disponibilità ed il senso di responsabilità. Ringraziamo anche Lucia Lancerin che proseguirà con il suo recente impegno come membro della Commissione Paesaggio. Ringraziamo Bianca Bonaldi e Raffaella Borin che non hanno potuto accettare di entrare in consiglio comunale per motivi lavorativi e di residenza.

La nuova carica di consigliere comunale verrà ufficializzata durante il prossimo consiglio comunale, dopodiché indicativamente questa sarà l’organizzazione del nostro gruppo: Alessandro Rossi entrerà nella commissione Territorio e nella commissione Affari Istituzionali. Teresa Santini rimarrà nelle commissione Cultura e Sociale, oltre all’impegno nel comitato di Educazione alla Lettura, nella Rete Biblioteche Vicentine e nell’Ente Vicentini nel Mondo. A Renzo Masolo è stato affidato il ruolo di capogruppo, si sposterà nella commissione Bilancio, continuerà l’impegno che la delega alla Mobilità ciclistica e pedonale gli richiede e a seguire la commissione Mercato ortofrutticolo.
Forte continuerà ad essere la collaborazione con l’assessore Oscar Mazzocchin.
Scontato il sostegno a tutta la Giunta e in particolare al Sindaco Riccardo Poletto che tanto sta facendo per la nostra città.

In questi ultimi 2 anni di mandato continueremo ad impegnarci, ora anche con l’aiuto di Alessandro Rossi, sui temi prioritari per la nostra lista: Cultura, Diritti, Politiche per l’Infanzia e i Giovani, Lavoro, Sociale, Territorio, Ambiente, Rifiuti, Mobilità, Sostenibilità, Partecipazione, Accoglienza, Sobrietà, Legalità.
Per Bassano per Tutti Alessandro Rossi, Teresa Santini, Renzo Masolo, Oscar Mazzocchin.

VICINANZA E SOLIDARIETÀ ALLA CGIL DI BASSANO …

Condanniamo con forza e determinazione il grave atto intimidatorio subito dalla CGIL di Bassano del Grappa ed esprimiamo la massima solidarietà all’organizzazione sindacale e a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici che rappresenta.
Di fronte ad episodi come questo diventa fondamentale una forte ed unitaria condanna da parte di tutte e tutti coloro che ritengono la democrazia, il dialogo ed il libero e pacifico confronto un patrimonio essenziale per la solidità di un sistema democratico e civile.
Auspicando che venga fatta luce al più presto su quanto avvenuto, ribadiamo con convinzione la nostra solidarietà alla CGIL, nell’impegno per la difesa del lavoro che il sindacato rappresenta.

Il gruppo consiliare “Bassano per tutti”, a nome di tutta la lista civica

Mattia Bindella
Teresa Santini
Renzo Masolo
Oscar Mazzocchin

I profughi al lavoro come volontari – Comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA LISTA BASSANO PER TUTTI: “I PROFUGHI AL LAVORO COME VOLONTARI: UNA BELLA OPPORTUNITA’ PER BASSANO ED UN ESEMPIO PER GLI ALTRI COMUNI”

L’Amministrazione comunale di Bassano del Grappa ha presentato in questi giorni una proposta concreta e ragionevole per la gestione della situazione in cui si trovano i profughi attualmente accolti nella nostra Città.

Obiettivo della proposta è quello di occupare le persone attualmente ospitate a Bassano in lavori socialmente utili, attività di manutenzione di spazi pubblici ed altri piccoli lavori di decoro urbano. Il tutto su base volontaria, come forma di autentico impegno civico e sociale. Lo status giuridico di queste persone, infatti, non consente loro di avere un contratto di lavoro e l’unica forma di impiego alla quale possono dedicarsi è quella del volontariato.

“BASSANO PER TUTTI” sostiene con forza e determinazione la bontà di questo progetto, un’ottima opportunità per favorire un fecondo percorso di convivenza, inclusione e giustizia sociale.

La gestione dei profughi e dell’emergenza umanitaria con cui il nostro Paese sta facendo i conti proprio in questi mesi richiede un tempestivo intervento da parte del Governo nazionale e da parte dell’Unione Europea.
L’Italia non può essere lasciata sola e l’Europa, che proprio in questi giorni sta attraversando una fase di profonda ridefinizione della sua identità, deve dimostrare la sua capacità di affrontare dinamiche geopolitiche come quella in questione con una chiara e determinata azione politica, indirizzata alla tutela della vita umana, della democrazia e della libertà.

I Comuni italiani non possono affrontare da soli un’emergenza di queste dimensioni ed il nostro invito agli organismi competenti è proprio quello di individuare al più presto e nelle sedi opportune delle soluzioni adeguate a quanto sta avvenendo nel Mediterraneo, senza scadere nella demagogia e nel populismo.

La Politica ha il DOVERE di gestire e risolvere i problemi. La proposta della nostra Amministrazione va proprio in questa direzione.

Grazie a questo progetto, potremo conciliare il dovere dell’accoglienza verso uomini, donne e bambini in fuga da guerre e tragedie umanitarie con quello che potremmo definire un vero e proprio “patto di cittadinanza”, grazie al quale le persone ospitate nella nostra Città potranno impegnarsi nella comunità nella quale si trovano a vivere, dimostrando il loro desiderio di incontro e collaborazione con le cittadine ed i cittadini bassanesi.
Molti di questi ragazzi hanno già dimostrato la loro volontà di accogliere questa proposta: un bellissimo segnale, che ci fa ben sperare.
Proprio da questo impegno potrebbero giungere nuovi aiuti al prezioso lavoro svolto dai nostri Consigli di Quartiere, impegnati quotidianamente nelle attività di cura del territorio della nostra Città.

Ci uniamo, con convinzione, alla realizzazione di questo progetto, un utile e proficuo antidoto ad intolleranza e xenofobia e a quella “guerra tra poveri” in cui si rischia di scivolare in periodi socialmente ed economicamente difficili come quello che stiamo attraversando.

Per la lista “BASSANO PER TUTTI”

Mattia Bindella, Capogruppo Consiliare “Bassano per tutti”