BENVENUTO PIEDIBUS MARCHESANE!

Lunedì 28 maggio 2018 è nato il PIEDIBUS della scuola Primaria di MARCHESANE.

Ore 7.40: tutti pronti per la PARTENZA dal piazzale del parcheggio di STRADA MARCHESANE vicino alla fioreria. C’è il Maestro Gianluca e ci sono le Mamme (Irene, Alessandra e Silvia ) consapevoli che, andare a scuola a PIEDI, darà una marcia in più ai bimbi e all’ambiente.

L’Assessore Mazzocchin si posiziona a capo della fila ed ecco che i primi dieci bambini si avviano verso la scuola. L’Amministrazione Comunale ha accompagnato la nascita di questo nuovo Piedibus (il 4 ° nel nostro ISTITUTO COMPRENSIVO!) con incontri e sopralluoghi, per la sicurezza dei piccoli camminatori, coordinati dall’ing. Bonin e con lo sguardo esperto del Consigliere Masolo, genitore accompagnatore dell’ormai decennale PIEDIBUS CANOVA. C’è da sistemare ancora qualche tratto stradale: il passaggio del Piedibus in città è un’importante occasione anche per questi cambiamenti!

Venti minuti di percorso e, tappa dopo tappa, arrivano altri bambini. I residenti si fermano, sorridono e chiedono “Ma cosa succede?”. “E’ il Piedibus di Marchesane!” … una bella novità che mancava…

All’arrivo, un’ultima foto per ricordare l’inizio: accanto al piccolo Diego, mascotte del gruppo, ci sono ora ben 20 bambini con il cappello rosso. Benvenuto Piedibus Marchesane!

Gheller Helga

Area Scuola Sostenibile

IC3 Bassano

I referenti dell’Unione Comitati Genitori delle scuole superiori incontrano il Sindaco

Il Sindaco Riccardo Poletto e l’Assessore Oscar Mazzocchin hanno ricevuto in Municipio i referenti dell’Unione Comitati Genitori delle scuole superiori bassanesi per ringraziare del lavoro relativo ai tavoli della mobilità nel centro studi e dei trasporti scolastici, per l’impegno sui temi della promozione dei temi della promozione della cittadinanza attiva – specialmente per quanto riguarda il contrasto al gioco d’azzardo e alle dipendenze in generale – e per la promozione alla cura dell’ambiente. Durante l’incontro è stata presentata al Sindaco l’attività del libero scambio di libri usati che si svilupperà a luglio per una intera settimana al Pala 2.

UN PERCORSO DI LISTA PER ASCOLTARE LA CITTA’

La lista ha sempre cercato di avere uno sguardo ampio sulle problematiche della città, insistendo in particolare sui 5 temi (5 come le dita delle mani che appaiono nel nostro simbolo) su cui Bassano per Tutti si è più impegnata e che possono riassumersi nelle seguenti parole chiave:

SOSTENIBILITA’, DIRITTI, AMBIENTE, INFANZIA, MOBILITA’.

Queste le iniziative di Lista:

BASSANO PER TUTTI ASCOLTA.
Sabato 14 aprile (Gazebo in centro)
La lista civica Bassano per Tutti presente ad un gazebo in via Verci dalle 8.30 alle 12.30. Assessore, Consiglieri, sostenitori e simpatizzanti si mettono in ascolto di chi vuole approfondire i temi propri della lista. Si mettono in gioco su ciò che la lista ha fatto, su ciò che ha proposto e su ciò che sta facendo.

RIFLESSIONE SUI TEMI DI BASSANO PER TUTTI
Sabato 12 maggio (Laboratorio partecipato)
Un secondo incontro/laboratorio con iscritti e simpatizzanti si terrà durante la mattinata del 12 maggio per programmare l’ultimo anno di mandato di Bassano per Tutti.

BASSANO PER TUTTI RILANCIA
Sabato 9 giugno (Gazebo in centro)
Di nuovo un gazebo in via Verci, (h.8.30-12.30) per un momento di incontro e confronto con la città sui temi usciti dal laboratorio.

Bassano per tutti ascolta

 

La lista ha sempre cercato di avere


uno sguardo ampio sulle problematiche della città, insistendo in particolare sui 5 temi (5 come le dita delle mani che appaiono nel nostro simbolo) su cui Bassano per Tutti si è più impegnata e che possono riassumersi nelle seguenti parole chiave: Sostenibilità, Diritti, Ambiente, Infanzia, Mobilità.

Queste le prossime iniziative di Lista:

  • BASSANO PER TUTTI ASCOLTA.

 Sabato 14 aprile  (Gazebo in centro)

La lista civica  Bassano per Tutti sarà presente ad un gazebo in via Verci dalle 8.30 alle 12.30. Assessore, Consiglieri, sostenitori e simpatizzanti si metteranno in ascolto di chi vorrà approfondire i temi propri della lista. Si metteranno in gioco su ciò che la lista ha fatto, su ciò che ha proposto e su ciò che sta facendo.

  • RIFLESSIONE SUI TEMI DI BASSANO PER TUTTI

Sabato 12 maggio  (Laboratorio partecipato)

Un secondo incontro/laboratorio con iscritti e simpatizzanti  si terrà durante la mattinata del 12 maggio  per programmare l’ultimo anno di mandato di Bassano per Tutti.

  • BASSANO PER TUTTI RILANCIA

Sabato 9 giugno (Gazebo in centro)

Di nuovo un gazebo in via Verci, (8.30-12.30) per un momento di incontro e confronto con la città sui temi usciti dal laboratorio.

 

 

 

Il progetto Bicincittà

BASSANO NON HA BISOGNO DI UN SERVIZIO BIKE-SHARING MA HA BISOGNO DI UNA BICI STAZIONE CON CICLOFFICINA, BICI NOLEGGIO, STALLO E MOLTI ALTRI SERVIZI…

Il progetto Bicincittà è nato a Bassano nella primavera 2009 in piena campagna elettorale per le elezioni comunali. Il nastro fu tagliato da un ex assessore ai lavori pubblici e mobilità. Fu investita una grossa quota di bilancio comunale (circa la metà del costo iniziale) e fu sfruttato un finanziamento regionale che incentivava il Bike-Sharing, in quegli anni molto di moda, infatti altre città venete attuarono lo stesso progetto.
Il servizio prevedeva 5 punti con colonnine per mettere in sicurezza una sessantina di bici munite di cestino, portapacchi, cambio a 7 velocità e dispositivo di aggancio alla colonnina. Biciclette abbastanza comode per gli spostamenti urbani, pesanti però per la salita e per spostamenti medio/lunghi. Tutte di colore grigio, facilmente riconoscibili per l’adesivo rosso con la scritta Bicicncittà. Per potere usufruire del servizio il cittadino doveva iscriversi munito di documento di identità e pagare 10 euro annuali (il primo anno il servizio era completamente gratuito) di abbonamento.
Più di 300 persone si iscrissero ma dopo 5 anni gli iscritti erano una ventina…
Facciamo un po’ di conti approssimativi: a parte il costo iniziale la cosa che più mi sorprende è che non si sia pensato ai costi di gestione, 17.000 euro all’anno per la manutenzione e la gestione del software… poi ridotti a 11.000. Capisco che il servizio può essere in parte offerto dal comune ma per andare a pareggio bisognava prevedere almeno 1.100 iscritti, a Bassano????? Nel migliore degli anni sono entrati 3.000 euro, non molti per la sostenibilità del progetto.
Ecco perché è stato dismesso: costi di gestione troppo alti, utilità dubbia. I bassanesi, quelli che pedalano, hanno la loro bici e la usano lasciandola nelle (purtroppo poche) rastrelliere in città o legate ai pali. La maggior parte dei turisti viene a Bassano solo un giorno,quindi fare la tessera non è per loro conveniente
I pendolari lasciano una vecchia bici in stazione e sicuramente apprezzerebbero uno stallo sicuro magari pagando un abbonamento mensile o un più conveniente abbonamento annuale. Lo stallo sarebbe molto apprezzato anche dai viaggiatori in bicicletta magari avendo a disposizione anche il servizio docce a pagamento, la custodia borse e bagagli. Basti pensare ai parcheggi per le bici di Padova, Mestre e Vicenza solo per fare alcuni esempi vicini a noi.
Italiani popolo di vandali? Si è così! Gli atti vandalici a danno delle colonnine del bike-sharing, i danni alle biciclette e i furti delle stesse sono stati frequenti in questi anni. Alcune colonnine sono state addirittura incendiate. Altre spese, altra rabbia e delusione.
Per questo il Bike-Sharing è sostenuto dalle amministrazioni e non dai privati, perchè è un investimento fallimentare. Utile solo nelle città medio/grandi, sicuramente molto utile nelle grandi metropoli. Ora in Italia molte compagnie (specialmente asiatiche) promuovono il bike-sharing a flusso libero (free floating) anche se in realtà dopo alcune sperimentazioni fallimentari se ne stanno andando dal nostro paese per il solito problema: troppi atti vandalici.
Quale sarà la sua evoluzione? A Bassano sarebbe molto più utile il bicinoleggio in Bici-stazione. Anche Bolzano non ha il servizio bike-sharing ma solo il bici-noleggio. Avere un servizio anche su prenotazione riulizzando le biciclette del ex progetto Bicincittà può essere molto utile per chi arriva a Bassano in treno, in corriera o in auto al parcheggio Le Piazze. Le bici da corsa o le mountainbike (anche elettriche) si possono trovare, anche a noleggio, nei negozi specializzati, la Bicistazione garantirebbe l’uso di biciclette per fare 20/30 chilometri al massimo, magari con i bambini, fornite anche di seggiolini o carrellini appendice.
La Ciclofficina comunale MOVI-MENTI gestita da Fiab Bassano è il primo step per realizzare la Bici-stazione. Ora è provvisoriamente in via Matteotti, ma è pronta per trasferirsi in una sede molto più adatta e spaziosa quale quella dell’ex-ospedale di Viale delle Fosse. I successivi step sono il servizio di Noleggio, lo Stallo, la Custodia Borse e Bagagli, Ciclo-tourist Information, il servizio docce, un punto di ristoro, servizio di ricarica per le e-bike, un kit di ricambi e attrezzi per l’autoriparazione.
Non dimentichiamo che la Ciclovia del Brenta che passerà per Bassano dovrà necessariamente incontrare nel suo percorso la futura Bici-Stazione di Bassano, punto strategico per la logistica, l’assistenza e l’ Intermodalità.
A volte manca visione, non si ha il coraggio di osare, gli errori del passato lo dimostrano.
Se solo penso che quei soldi potevano essere investiti per il progetto BICI-STAZIONE al posto del servizio di Bike-Sharing…

Voi che cosa ne pensate?

Un importantissimo evento che apre ufficialmente il progetto GREEN TO GO.

IL DIRITTO ALLA SALUTE dei bambini e delle bambine viene sancito dalla Convenzione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza .

Nel libro “La pedagogia della lumaca” Gianfranco Zavalloni, propone IL MANIFESTO DEI DIRITTI NATURALI DI BIMBI E BIMBE,
Ne ricordiamo due che vanno a rinforzare e riconoscere il diritto alla salute:

Articolo 6. IL DIRITTO AL BUON INIZIO
a mangiare cibi sani fin dalla nascita,bere acqua pulita e respirare aria pura

Articolo 7. IL DIRITTO ALLA STRADA
a giocare in piazza liberamente, a camminare per le strade.

Se noi riconosciamo questi diritti fondamentali dei bambini di vivere in un’ambiente sano dato che c’è un legame strettissimo tra la loro salute e i luoghi che vivono e attraversano, dobbiamo conoscere i rischi gravi dell’inquinamento e gli effetti sulla popolazione che cresce perchè più esposta e più vulnerabile.

per questo vi invitiamo a partecipare a questo importantissimo evento che apre ufficialmente il progetto GREEN TO GO.

Un caro saluto da
Renzo, Teresa, Alessandro

ps: PASSATE PAROLA

CERIMONIA DI SAN BASSIANO Tanta, tanta CULTURA

CERIMONIA DI SAN BASSIANO

Tanta, tanta CULTURA! E molto altro…

Bella cerimonia, tante emozioni e tante attività svolte ed in fase di attuazione. Tante in fase di progettazione.
Bassano è una città viva innovativa e dinamica.
Grande soddisfazione per Bassano per Tutti e per i progetti che ha fatto nascere.
Premiato il lavoro dell’assessore Oscar Mazzocchin per l’importante riconoscimento a Bassano Città Europea dello Sport 2018.
Un lungo applauso per i giovani di “Io ci sto a fare fatica”. Un grande riconoscimento a Giovanni Spitale che ha ideato il progetto “Bassano Città del Dono”. Grande soddisfazione per l’impegno ufficiale di rivalorizzare il Parco Ragazzi ’99. Infine il riconoscimento all’impegno e al lavoro dal basso che ha permesso di ottenere nel nostro Territorio un grosso finanziamento dal Ministero dell’Ambiente per il progetto “Green to Go”, ci auguriamo che parta ufficialmente il prima possibile, ci stiamo già lavorando sodo!
Complimenti a tutti i premiati, dai neolaureati con le loro tesi di altissimo livello, alle associazioni, ai singoli.
Complimenti vivissimi!

Siamo sicuri che la soddisfazione più grande sia quella del Sindaco nel vedere una sala così gremita!

#difendiamolasanitapubblica

Bassano per Tutti diffonde volentieri questo comunicato della Rete Sostenibilità e Salute, da leggere con attenzione:

APPELLO DELLA RETE SOSTENIBILITÀ E SALUTE

I Fondi Sanitari “integrativi” e sostitutivi minacciano

la salute del Servizio Sanitario Nazionale

C’è accordo generale nell’auspicare un Servizio Sanitario Nazionale (SSN) efficiente, che riesca a garantire cure efficaci per tutti in tempi rapidi e medici interessati e attenti alla nostra salute.

Tuttavia i tagli alla spesa pubblica avviati negli ultimi decenni e aumentati a seguito della crisi economica stanno incidendo fortemente sulle scelte di politica sanitaria e sul finanziamento del SSN sottraendo risorse importanti per lo stato di salute sia del SSN che dei cittadini di cui dovrebbe tutelare il diritto alla salute.

Negli ultimi anni inoltre, sull’onda di un trend internazionale intensificatosi in seguito alla crisi, accanto al SSN si è assistito all’emergere di un “servizio sanitario privato” in grado di erogare servizi e prestazioni fruite da una crescente quota di cittadini “assicurati”, che oggi si stima arrivino a 14 milioni.

Questo “servizio sanitario privato” comprende un variegato settore non profit, costituito da fondi sanitari, casse mutue e società di mutuo soccorso, previdenze sanitarie garantite dai datori di lavoro; e il settore for profit delle assicurazioni sanitarie commerciali. La logica in apparenza è semplice: dove non arriva il SSN, in seguito ai tagli progressivi, si crede possa arrivare tale servizio privato, integrando eventuali mancanze del SSN, fornendo uno strumento per la sua sostenibilità e costituendo un nuovo “pilastro” nella tutela della salute dei cittadini.

Su questa scia, di fronte all’arretramento del SSN, le organizzazioni e i cittadini che ne hanno la possibilità assicurano se stessi e le proprie famiglie, senza essere consapevoli che questo “servizio sanitario privato” rappresenta una delle maggiori minacce attuali per il nostro Servizio Sanitario Nazionale.

Le casse dello Stato infatti finanziano (tramite incentivi, detrazioni fiscali e oneri deducibili) la crescita di questo “servizio sanitario privato” a scapito del buon funzionamento del SSN. Per cui non solo si sottraggono risorse preziose al principale pilastro a reale tutela della salute di tutti i cittadini, il SSN; ma le fasce di popolazione più avvantaggiate dal punto di vista socioeconomico e da quello di salute che accedono a questo nuovo “pilastro” sanitario, grazie ai privilegi fiscali scaricano parte dei costi su chi non può accedervi e non ne usufruisce, pur versando in condizioni di salute in media peggiori.

Inoltre, al contrario di quanto la legge istitutiva intendeva evitare, più che integrare l’offerta del SSN verso bisogni di salute dei cittadini, questo servizio sanitario privato tende a sostituirvisi erogando, duplicandole, prestazioni nella maggior parte dei casi già disponibili.

Ma i fondi sanitari, casse mutue, previdenze sanitarie garantite dai datori di lavoro e assicurazioni sanitarie commerciali peggiorano la sostenibilità del SSN anche per altri motivi.

Il primo riguarda l'(in)efficienza: gestire milioni di transazioni connesse a questo servizio sanitario privato è molto dispendioso per i professionisti sanitari e le amministrazioni pubbliche, che devono sacrificare parte delle proprie risorse, anche di tempo, per negoziare, stipulare e rinnovare i contratti, documentare le prestazioni eseguite, tenere conto dei diversi regolamenti, eseguire i controlli delle centinaia di fondi che costituiscono questo servizio sanitario privato.

Un’ulteriore e più subdola minaccia riguarda il modo con cui i cittadini si relazionano con la propria salute e con le prestazioni sanitarie. Tali servizi sanitari privati, per sopravvivere, hanno bisogno di vendere il maggior numero possibile di prestazioni. Per garantire la propria sopravvivenza e sviluppo, inducono i cittadini a consumare un numero di prestazioni che permetta loro di avere ricavi sufficienti. C’è però spesso molta differenza tra il numero di prestazioni di cui necessitano tali servizi sanitari privati per sopravvivere e svilupparsi e ciò di cui i cittadini hanno davvero bisogno per una buona salute. Questi servizi sanitari privati finiscono così per aumentare il bisogno dei cittadini di consumare prestazioni anche non necessarie per la salute (quando non dannose), ma fondamentali per il mantenimento degli utili. All’aumento dell’offerta di prestazioni anche non necessarie fa così seguito un aumento della domanda.

Questo “secondo pilastro” è caldeggiato con l’intento dichiarato di ridurre le spesa sanitaria pubblica. Ma si può invece osservare che i paesi dotati di “sistemi assicurativi” (anche non profit, di tipo mutualistico) molto sviluppati, pur non avendo affatto migliori esiti di salute, hanno sia la spesa sanitaria totale, sia quella pubblica in media maggiori rispetto ai paesi in cui la presenza di fondi sanitari e assicurazioni commerciali è tuttora inferiore, come accade nei paesi con un SSN. Per l’aumento di transazioni amministrative improduttive e l’induzione di consumi sanitari anche futili, dove è più forte la componente privata del Servizio Sanitario la spesa sanitaria totale è maggiore (sia in termini percentuali sul PIL che come spesa totale). Ma è maggiore anche la spesa sanitaria pubblica, in netto contrasto con l’obiettivo dichiarato di ridurla, ed è persino maggiore la spesa privata complessiva (se non si considera solo quella pagata in modo diretto dai cittadini, ma le si somma la spesa privata intermediata da fondi sanitari e assicurazioni).

Non si dimentichi, infine, che il SSN italiano è nato anche perché le mutue erano andate in fallimento e sono state liquidate.

In considerazione della minaccia rappresentata per il SSN da tale sanità sedicente “integrativa”, la Rete Sostenibilità e Salute chiede agli enti pubblici, ai sindacati, ai cittadini, ai partiti politici di invertire la rotta, prima che l’attuale politica finanziaria e sanitaria determini la completa insostenibilità per il SSN e che molti cittadini siano esposti a un eccesso di prestazioni inutili e persino iatrogene, mentre tanti altri si trovino nell’impossibilità di potersi curare.

Pur riconoscendo i benefici che potrebbero derivare da servizi sanitari privati che si limitassero a offrire, a chi è libero di associarsi, prestazioni di efficacia provata e solo integrative all’attuale offerta del SSN, la Rete Sostenibilità e Salute chiede che cessino i privilegi fiscali destinati ai fondi sanitari, che alcuni vorrebbero estendere anche alle assicurazioni.

Le risorse derivanti dalla cessazione di tali privilegi fiscali sarebbero meglio destinate al potenziamento degli aspetti lamentati dai cittadini come inefficienze del SSN, a partire dalla riduzione delle liste di attesa per le prestazioni di efficacia provata, e dall’erogazione di assistenza domiciliare e cure odontoiatriche.

Bologna, 28 Ottobre 2017

Rete Sostenibilità e Salute

Associazione Dedalo 97

Associazione Frantz Fanon

Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia

Associazione per la Decrescita

Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ONLUS-Ente Morale

Associazione Scientifica Andria

Centro Salute Internazionale-Università di Bologna

GDL Diritti Umani Psicologi del Piemonte

Federspecializzandi

Fondazione Allineare Sanità e Salute

Giù le Mani dai Bambini ONLUS

Italia che Cambia

Medicina Democratica ONLUS

Movimento per la Decrescita Felice

No Grazie Pago Io

Osservatorio e Metodi per la Salute, Università di Milano-Bicocca

People’s Health Movement

Psichiatria Democratica

Rete Arte e Medicina

Rete Mediterranea per l’Umanizzazione della Medicina

Segretariato Italiano Studenti in Medicina, SISM

Società Italiana Medicina Psicosomatica

Slow Food Italia

Slow Medicine

Vivere sostenibile

PRIMI FIRMATARI

– Prof. Ivan Cavicchi – Docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Tor Vergata di Roma

– Dr.ssa Nicoletta Dentico – direttrice di Health lnnovation in Practice (HIP)

– Aldo Gazzetti – Forum per il Diritto alla Salute Lombardia

– Prof. Elena Granaglia – Professore ordinario di Scienza delle Finanze (SECS/P03) presso la Facoltà/il Dipartimento di Giurisprudenza di Roma3

Ride With Us a Bassano

#unclimapertutti

Ride With Us​ Venezia-Bonn 2017,
la manifestazione itinerante per sensibilizzare l’opinione pubblica sui cambiamenti climatici ha fatto tappa a Bassano.

Ottanta ciclisti sono partiti ieri mattina da Venezia, arrivando in piazza Libertà verso le 12.
Accompagnati da una delegazione della FIAB Bassano​, sono stati accolti dall’assessore allo sport Oscar Mazzochin, dal consigliere delegato Renzo Masolo e dal sindaco di Cassola Aldo Maroso.

La giornata è stata il pretesto per approfondire l’importanza della mobilità sostenibile nella riduzione delle emissioni inquinanti che provocano danni per la salute e gravi cambiamenti climatici.

La giunta comunale sta già lavorando da tempo in questa direzione, come dimostra il recente riconoscimento del Ministero
dell’Ambiente che ha premiato la Città di Bassano per il progetto Green to Go.
https://tinyurl.com/y8asop9v

E’ di recente approvazione inoltre la delibera contro le emissioni inquinanti. https://tinyurl.com/y822hyy8

PARTENZA UFFICIALE PIEDIBUS DEL TERRITORIO

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Anno scolastico 2017-2018
Lunedì 9 ottobre 2017

Gli assessori dei comuni di Bassano assieme a insegnanti e genitori hanno incontrato i giornalisti presso la scuola primaria Canova (Santa croce) di Bassano. Poi partenza simbolica di tutti i Piedibus del territorio

Quest’anno la partenza simbolica dei Piedibus di Bassano del Grappa e degli altri Comuni del territorio, per promuovere questa importante e salutare iniziativa, è prevista per Lunedì 9 ottobre. Data in cui gli amministratori locali del bassanese accompagneranno i bambini di alcuni piedibus cittadini, per testimoniare con loro l’utilità di questa buona pratica: andare a scuola a piedi, in un gruppo in cui “autista” e “controllore” sono due o più adulti volontari, che “guidano” in sicurezza i bambini fino a scuola.
Questa decisione – come sottolineano l’Assessore alle politiche dell’Infanzia e delle Giovani generazioni Oscar Mazzocchin ed il consigliere delegato alla mobilità pedonale e ciclabile Renzo Masolo – è scaturita dopo il riuscito corso di formazione, promosso dal Comune di Bassano in collaborazione con la Rete Territoriale Scolastica Bassano-Asiago, dal titolo “Gli Stati Generali dei Pedibus – Green to School” tenutosi lo scorso 9 settembre 2017, presso la splendida Villa Cappello di Cartigliano, in cui amministratori locali, insegnanti e referenti genitori dei piedibus si sono confrontati sulle ricadute positive di questo servizio. Il piedibus infatti permette ai bambini di fare attività fisica spontanea e libera, al di fuori di quella strutturata pomeridiana, a cui si arriva di solito in auto, e che anche se fa bene al fisico, non è detto che sia socializzante come può esserlo un gruppo di bimbi eterogeneo di età, che camminano insieme e, intanto, chiacchierano, si confrontano e si prendono cura dei più piccoli, che a loro volta si sentono protetti da un loro pari; senza contare che gli insegnanti confermano che i ragazzini arrivano a scuola più svegli, più contenti, più responsabilizzati, più attivi a livello scolastico e meno agitati perché già hanno avuto modo di sfogarsi. Ma non finisce qui, altri benefici effetti dell’andare a scuola a piedi sono quelli, dimostrati, della riduzione del traffico veicolare intorno alle scuole e dei pericoli conseguenti che corrono i bambini stessi in prossimità degli edifici scolastici. Ma anche riduzione dell’inquinamento, a favore della salute di tutti, come più volte ribadito dagli esperti dell’Ulss n. 7, che, nell’ottica della promozione dell’attività fisica e della prevenzione, hanno relazionato, dati alla mano, sui problemi legati all’obesità, in crescita tra i giovanissimi, sull’incidentalità, sugli effetti degli inquinanti dell’aria sulla popolazione pediatrica e sulla salute ambientale, perchè, come indicato anche dalle linee guida dell’OMS, “l’aria pulita è considerata un requisito fondamentale per la salute umana ed il benessere”.
Per tutti questi motivi gli assessori all’istruzione del territorio, consci che l’acquisizione di autonomia e responsabilità da parte dei bambini può essere sperimentata anche con il piedibus, vogliono perseguire una progettazione unitaria tra Comuni su politiche di promozione della mobilità sostenibile, tra le quali il coordinamento dei piedibus, come previsto anche dal progetto territoriale “Green to Go” con il quale il Comune di Bassano, in qualità di ente capofila di tredici comuni, ha ottenuto un finanziamento per una serie di iniziative in favore della mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro.
Oggi quindi, tutti in marcia con i bambini dei piedibus, facendo una scelta pulita per l’ambiente e sana per le persone.

#greentogo #piedibus